OPERA GRAFICA DEL MAESTRO – SALVATORE FIUME – TITOLO: ” TRE GRAZIE” MISURA FOGLIO: 100 X 140 | TECNICA: SERIGRAFIA A 54 COLORI| TIRATURA: 78/200
Salvatore Fiume nacque a Comiso, in Sicilia, il 23 ottobre 1915. A sedici anni, grazie al suo talento ed alla sua passione per l’arte, vinse una borsa di studio per frequentare il Regio Istituto d’Arte del Libro di Urbino, dove apprese le tecniche della stampa, dall’incisione alla litografia. Terminati gli studi nel 1936, si trasferì a Milano, dove entrò in contatto con intellettuali ed artisti della levatura di Salvatore Quasimodo, Dino Buzzati e Raffaele Carrieri.
A ventitré anni, nel 1938, Fiume si trasferì ad Ivrea, dove divenne art director di una rivista culturale voluta e seguita da Adriano Olivetti.
Volendo dedicarsi soprattutto alla pittura, sebbene l’ambiente letterario che frequentava fosse stimolante, nel 1946 lasciò Ivrea per stabilirsi a Canzo, non lontano da Como, in una ex-filanda ottocentesca dove iniziò il suo intenso e poliedrico percorso di ricerca oltre che nella pittura, anche nella scultura e nell’architettura.
Nello stesso anno, a Milano, presentò una serie di disegni a tempera e a china al poeta e critico d’arte Raffaele Carrieri ed al pittore e scrittore Alberto Savinio, fratello dell’ormai affermato pittore metafisico Giorgio de Chirico, che ne rimasero entusiasti. La sua prima esposizione ufficiale, che comprendeva le opere del ciclo Isole di statue e Città di statue e che gli permise di suscitare molto interesse presso la critica e di prendere contatti con istituzioni artistiche e culturali a livello mondiale, si tenne nel 1949 alla Galleria Borromini di Milano; qui acquistarono una sua opera sia il direttore del Museum of Modern Art di New York, Alfred H. Barr Jr., sia la collezione Jucker di Milano. Nello stesso anno prese parte alla mostra Twentieth-Century Italian Art al MoMa di New York. L’anno successivo, nel 1950, fu invitato alla Biennale di Venezia dove espose il trittico Isola di statue, opera alla quale dedicò una pagina la rivista statunitense Life e che ora fa parte della collezione di Arte Moderna e Contemporanea dei Musei Vaticani.
Già dal 1949 stava lavorando ad un ciclo di dieci grandi dipinti, commissionato dall’industriale Bruno Buitoni Sr e intitolato Avventure, sventure e glorie dell’antica Perugia, che terminò nel 1952; in queste opere è evidente l’interesse di Fiume per la pittura rinascimentale, in particolare per quella di Piero della Francesca e di Paolo Uccello. Nel 1953 gli furono commissionate dalle riviste newyorkesi Life e Time alcune opere in cui Fiume rappresentò una storia immaginaria di Manhattan e della Baia di New York, immaginate come isole di statue.
Nel 1993 Fiume visitò i luoghi di Gauguin in Polinesia e, in omaggio al grande maestro francese, donò un dipinto al Museo Gauguin di Papeari a Tahiti. Oltre al romanzo Viva Gioconda!, che ebbe un notevole successo di critica, Fiume pubblicò numerosi racconti, nove commedie, una tragedia e due raccolte di poesie. Nel 1988 l’Università di Palermo gli conferì la laurea ad honorem in Lettere Moderne.
Sue opere si trovano in alcuni dei più importanti musei del mondo quali i Musei Vaticani, il Museo Ermitage di S.Pietroburgo, il MoMA di New York, il Museo Puškin di Mosca e la Galleria d’Arte Moderna di Milano. Dal 1978 i Musei Vaticani ospitano una sua collezione di 33 opere, che sintetizza gran parte dei principali temi della sua produzione.
Salvatore Fiume morì a Milano il 3 giugno 1997. Sue opere sono conservate in alcuni dei più importanti musei del mondo, tra i quali i Musei Vaticani, l’Ermitage di San Pietroburgo, il Museum of Modern Art di New York, il Museo Puškin di Mosca e la Galleria d’Arte Moderna di Milano.
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